Polo logistico

POLO LOGISTICO ITALGROS

(dentro il Parco delle Cave!)

All’interno di una area agricola, già in parte svenduta ai cavatori per l’attività estrattiva e che doveva – secondo gli accordi – essere restituita al territorio e alla collettività, diventando un parco naturalistico fondamentale per limitare l’impatto delle numerose altre nocività della zona, si vuole realizzare un polo logistico del gruppo Italgros (supermercati Italmark, negozi Sportland co., ecc.) di proprietà della famiglia Odolini, nell’area della cava di proprietà della Gaburri SpA. Ciò significa oltre 100.000 metri quadri di struttura (capannoni industriali, uffici, ecc.), più tutta una serie di opere infrastrutturali di collegamento con tangenziale, autostrada, ferrovia. In totale si  supereranno i 200.000 metri quadri di superficie sottratti al parco promesso da più di vent’anni.
Gaburri guadagna dalla vendita della cava agli Odolini, senza particolari bonifiche ambientali dell’area;
Gaburri guadagna dalla costruzione degli uffici e capannoni (oltre che cavatore è costruttore);
Gaburri ottiene la risoluzione della controversia col Comune di Brescia (amministrazione precedente) riguardo i metri cubi escavati oltre i limiti fissati nella cava in oggetto, e la concessione per l’ingrandimento della cava in suo possesso nella zona di Rezzato (Cascina Castella) dove trasferirebbe l’attività estrattiva (un’altra enorme area agricola sparirebbe);
Gaburri ottiene di poter trasformare una cava dismessa a Buffalora in discarica (attualmente è colma d’acqua, un laghetto artificiale);
Odolini ottiene di acquistare e costruire su una area agricola invece che industriale, con un enorme risparmio e in barba ai principi di concorrenza o al rispetto delle destinazioni del piano regolatore della città o delle leggi vigenti in materia edilizia;
Odolini ottiene di impossessarsi di un’area strategica inserita fra le principali infrastrutture presenti e future (tangenziale, autostrada A4, TAV, BRE.BE.MI., aeroporto Montichiari);
il Comune ottiene solo gli oneri di urbanizzazione, perde un territorio vasto da destinare a parco e in più ottiene la proprietà della discarica costruita da Gaburri, che non è certo un gran regalo, visto che solleva il cavatore dalla responsabilità su eventuali danni ambientali futuri e relative spese.
La collettività ottiene anni di cantieri, traffico di TIR congestionato durante i lavori e poi per sempre, nuovi rifiuti e discariche, addio a un’area verde preziosissima, danni irreversibili alla salute.

Una risposta a “Polo logistico

  1. Perchè non raccogliamo le firme per fermare questo
    “polo logistico”. ? Ritengo che di poli logistici ne esistano
    già a sufficienza. Attendo aggiornamenti se possibile. Grazie e buon lavoro

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