Discarica amianto

DISCARICA DI AMIANTO DI BUFFALORA

(dentro il Parco delle Cave!)

La Profacta S.p.A., appartenente alla holding Faustini, specializzata nella coltivazione di materiale inerte e nei lavori edili/stradali, ha in progetto la realizzazione di una discarica monotipo per rifiuti costituiti da materiali edili contenenti amianto, da collocarsi nella porzione Sud-Est del comune di Brescia in via Brocchi. La discarica è collocata in un’area cittadina abitata da decine di migliaia di persone, a pochi passi dalle case, tra i quartieri di S.Polo, Sanpolino, Bettole e Buffalora. Ma per sua stessa struttura l’amianto è particolarmente pericoloso e volatile e dunque sono interessate anche tutte le aree attraverso le quali esso verrà trasportato.
La discarica avrà una capacità complessiva di 80.000 m3. Un volume pari al Crystal Palace di Brescia, per dare un’idea, tutto di minerale cancerogeno. Ricordiamo che basta un microgrammo di amianto per contrarre un tumore. Un’esposizione anche minima, non servono anni di esposizione dovuti alla lavorazione dell’amianto, bastano pochi secondi, una piccola particella respirata o ingerita. OTTANTAMILA TONNELLATE, circa un terzo dell’amianto stoccabile legalmente dell’intera Lombardia. Dunque arriverà amianto da altre province e molto probabilmente anche quello per i lavori dell’expo 2015 di  Milano (altra opera fortemente osteggiata dagli abitanti delle zone interessate) risultato dell’abbattimento scriteriato delle strutture esistenti per far posto ai nuovi grattacieli dirigenziali.

In nord-europa  è stata scelta una procedura opposta rispetto a quella italiana. Lì l’amianto non viene stoccato e conferito in discarica ma si è preferito scegliere la via del trattamento, della copertura e del monitoraggio costante laddove possibile e della inertizzazione con pirolisi/vetrificazione laddove non era possibile il controllo sul posto.

L’amianto che invece viene trasportato in discarica qui da noi è semplicemente trattato in superficie con uno spray fissante (quando si rispetta la procedura) e avvolto in un foglio di cellophane con del nastro adesivo per pacchi con la sigla “a” per amianto.  Non ci sembra si possa parlare di sicurezza. Non ci sembra si possano definire le discariche così composte discariche controllate e sicure, specie se realizzate in ex cave, e in particolare questa di Faustini è  composta di terreno acquitrinoso, paludoso, dove l’acqua arriva facilmente in superficie.

Già in altri luoghi in Italia e perfino nella nostra provincia è stato verificato come questo sistema non sia sicuro. Il cellophane non può reggere alle intemperie ed essendo il contenuto non inertizzato e dunque volatile basta un piccolo foro per permettere la diffusione nell’ambiente di amianto cancerogeno.
Ricordando che nessuna discarica può dirsi totalmente sicura (neppure quelle a norma, e ce ne sono ben poche) e che a maggior ragione se esse vengono realizzate all’interno di ex cave dismesse, per le stesse caratteristiche del terreno (ghiaie), costituiscono un grave pericolo di inquinamento e contaminazione del suolo e delle falde acquifere, è un’opera da fermare assolutamente poiché ne va della vita e della salute di migliaia di persone e di un territorio già fortemente minato nel quale dovrebbe sorgere un Parco naturalistico di fondamentale importanza per la città.

Alcune risorse sul tema AMIANTO:

Guida informativa amianto

Breve storia dell’amianto

Amianto Mai Più (sito internet dell’Associazione Esposti Amianto)

Vetrificazione 1

Vetrificazione 2

Alcuni estratti dal nostro dibattito sull’amianto con gli operai della Breda Fucine di Sesto San Giovanni (MI):

Posizione del terreno che vogliono trasformare in discarica:

arearischioviabrocchi

6 risposte a “Discarica amianto

  1. Brescia: 22-08-2009

    Certe volte mi chiedo se veramente esiste DIO……..

    E se veramente esiste come può prmettere che luomo

    inquini l’acqua la terra e l’aria che respiriamo.

    Ciao a tutti……..Paolo.

  2. Pingback: Ripresi i lavori per la discarica di amianto in prov. di Brescia « Palazzolo 5 Stelle·

  3. Mi chiedevo, visto che oramai hanno iniziato con tutti i problemi annessi, se non era il caso di concentrarsi sulla richiesta dell’osservanza di maggiori controlli durante tutto il ciclo di movimentazione e stoccaggio e l’applicazione di soluzioni migliori allo “spray” di cui sopra.

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