Con Sesana…l’aria la se sana mia!

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Sul BsOggi del 5/1/14, riguardo al tema Bonifiche ambientali, il sindaco Del Bono rivela di confidare molto nelle qualità di Giulio Sesana, futuro commissario “Caffaro” «cui tutti riconoscono competenza e capacità di relazione straordinarie. Da direttore dell’Arpa – ricorda Del Bono – ha sempre dialogato con tutti, dalle istituzioni ai comitati ambientalisti, assumendo posizioni severe ma intelligenti, spendendo parole significative e ragionando da scienziato, senza mai negare il problema, ma anche senza fare mai politica né demagogia, anche perché non interessato al consenso. Sesana è in pensione e ha dato la sua disponibilità disinteressata a farsi carico di un problema particolarmente gravoso: l’intera comunità bresciana deve essergliene grata. Brescia ha sempre più bisogno di persone così, competenti e disponibili a dedicarsi al bene comune»

Ci preme solo, al riguardo, fare qualche precisazione:
L’Arpa di Brescia ha spesso dato parere favorevole (anche se con numerose prescrizioni) alla realizzazione di discariche/impianti trattamento rifiuti, nonostante in molti di questi casi fosse stata espressa, da cittadini/comitati, chiara contrarietà agli stessi, contrarietà motivata in primis da serie preoccupazioni per la salute pubblica derivanti da oggettivi “dati tecnici” e dalla assoluta mancanza dei requisiti di legge idonei alla realizzazione degli impianti medesimi.
Emblematico il “caso” della discarica di amianto di Brescia che, autorizzata dalla Regione Lombardia nel 2009 (Sesana si era appena insediato a Brescia, ma non veniva da molto lontano!), a seguito dell’instancabile lotta del comitato spontaneo contro le nocività che rilevo’ gravissime inadempienze fin dai primi conferimenti in discarica, venne messa sotto sequestro dalla Magistratura nell’ottobre 2012. Da anni il comitato, anche tramite ricorsi al TAR/Consiglio di Stato, denunciava le clamorose irregolarità nel rilascio dell’autorizzazione medesima: mancata distanza minima dalle abitazioni e dalle scuole; rischio di contaminazione della falda sottostante; incompatibilità della discarica con la futura realizzazione del Parco delle Cave. Questi sono fatti. La prova ci viene data dalla stessa Regione Lombardia quando, nel novembre 2013, la stessa dà di fatto ragione alle analitiche denunce dei comitati “autotutelandosi” riguardo alle proprie inadempienze nel rilascio dell’autorizzazione e di seguito assecondando il Cavatore Faustini nella sua volontà a procedere, a posteriori, alla sistemazione di tutte le magagne riscontrate e di cui si è fatto elenco sopra. Ebbene, a suffragio delle nostre perplessità riguardo alla nomina di Giulio Sesana, di seguito riportiamo uno stralcio di quanto pubblicato in data 01/10/2009 sul quotidiano locale BsOggi riguardo ad un’ assemblea pubblica organizzata dalla Circoscrizione Est presso la Sala Cavellini di Sanpolino (di fatto si trattava di un incontro coi tecnici di Asl, Arpa, Comune e Provincia di Bs) in merito alla allora preventivata realizzazione della discarica di amianto di Via Brocchi a Brescia.

Dal Bresciaoggi del giorno seguente pertanto estrapoliamo un brano con l’intervento dell’allora Direttore dell’Arpa di Brescia Sig. Giulio Sesana:

Il problema dell’amianto nasce da lontano. Giulio Sesana, direttore dell’Arpa di Brescia, lo ha ricordato: l’amianto è un bel materiale, resiste al fuoco e così per anni è stato messo anche in posti insospettabili.
Il problema è che l’amianto ha un’alta tossicità ed è ancor più pericoloso perché libera fibre che galleggiano nell’aria a lungo. «Il problema è come gestirlo – ha osservato Sesana -, e in particolare come fare in modo che il vento non se lo porti via». Premesso che chi deve toglierlo dai tetti o da altri posti, i lavoratori per intendersi, rischia molto di più, secondo Sesana le procedure che sono state definite per legge sulla gestione dell’amianto in discarica sono sicure e rendono il rischio ambientale piuttosto basso, se non nullo. «Se avete paura che dopo questo siano fatti altri buchi è una cosa – ha detto Sesana -, ma per questa discarica le autorizzazioni parlano di una gestione oculata».

Ad oggi i fatti non fanno altro che contraddirlo!

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