«Amianto, l’assessore Fondra mantenga la sua promessa»

da Bresciaoggi del 25.11.2013

Cristini: «Sulla discarica si era impegnato a intervenire in giudizio se la Regione avesse accomunato l’autotutela alle varianti Pro Facta»

«Dopo l’incredibile esito della procedura di autotutela della Regione Lombardia riguardo la discarica di amianto di Via Brocchi, chiediamo una presa di coscienza generalizzata e una partecipazione diretta degli abitanti della zona e dell’intera città. Ma vogliamo anche la moratoria per tutte le discariche, di amianto e non solo»: è forte l’appello uscito dall’incontro di ieri pomeriggio a Sanpolino, promosso dal Comitato contro le nocività. Protagonisti dell’iniziativa i «Cittadini contro l’amianto», gruppo attivo in provincia di Cremona che, dopo aver vinto una mobilitazione contro una discarica, si è fatto promotore di un’azione che coinvolga i comitati di tutta Italia per invocare una moratoria generalizzata, «non solo per tutelare la nostra salute e il nostro territorio – spiegano – ma anche per scongiurare il pericolo di infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione dello smaltimento del rifiuto amianto». «Oggi ci sono nuovi sistemi di inertizzazione che permettono di trattare l’amianto come un altro rifiuto, riciclandolo dopo averlo reso inoffensivo. Uno studio dell’università di Bologna, che sta per essere sperimentato in Friuli, ha provato in laboratorio che il siero del latte può interagire con l’amianto e trasformarlo. Se è quindi possibile riciclare questo materiale perchè non farlo? Quali interessi lo impediscono?», ha chiesto Alessandra Cristini, attivista del Comitato spontaneo contro le nocività, residente a Sanpolino e moderatrice dell’incontro, che è stato anche l’occasione per fare il punto sulla discarica di via Brocchi e sui pronunciamenti della Regione, che di fatto ne permettono la riapertura, dopo i tanti ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato persi dal Comitato per vizio di forma.
«DOPO I NOSTRI esposti, la Regione ha aperto la procedura di autotutela non pensando ai cittadini, ma solo a se stessa – ha accusato Cristini -: il Pirellone ha ammesso che le distanze regolamentari della discarica dai centri abitati non erano state rispettate, ma non ha annullato la sua autorizzazione perchè ha accolto le varianti proposte dalla Pro Facta». La discarica è stata fermata il 31 luglio del 2009 dopo le proteste e i blocchi del comitato e dei cittadini, poi ha riaperto per alcuni periodi, conferendo amianto. «La Procura ha avviato un’indagine, chiedendo il sequestro probatorio, poi terminato», ha sottolineato Cristini, secondo la quale «alcune irregolarità sono segnalate alla Regione, cui ora spetta la prossima mossa».
Quanto al Comune, «il 17 ottobre l’assessore Gianluigi Fondra venuto a incontrarci ci ha detto che se la Regione avesse accomunato la procedura di autotutela con le varianti proposte da Faustini sarebbe intervenuto in giudizio – ha detto Cristini -. Dato che la situazione si è verificata, aspettiamo che Fondra mantenga la promessa».

Irene Panighetti

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