Risposta all’articolo “San Polo: quel comitato è di parte”

Questa lettera è stata spedita il 13ottobre 2010 al Giornale di Brescia, Bresciaoggi e quibrescia.it e fino ad oggi ,24 ottobre, non è stata pubblicata da alcun giornale

Vorrei esprimere alcune considerazioni in merito alla lettera del sig. Stefano Masserdotti, pubblicata dal Giornale di Brescia del 13/10/2010 e titolata “San Polo: quel comitato è di parte”.

Abito a Sanpolino e rivolgo al sig. Masserdotti lo stesso invito che lui rivolge ad altri: non parli a nome mio, grazie.

Molte sono le cose che mancano nel mio quartiere, ma quello di cui non ho certamente mai sentito la mancanza è una chiesa, e se i bambini non hanno posto dove giocare non è sicuramente per la mancanza di un oratorio, ma perché il quartiere è molto povero di spazi verdi fruibili dai residenti.

Probabilmente il sig. Masserdotti sogna un quartiere modello bunker, tutto cemento e asfalto, in cui dalla chiesa, senza soluzione di continuità, si possa passare ai nuovi luoghi di culto, i centri commerciali e lo stadio. Credere comprare tifare, ecco i nuovi precetti di questa società incattivita e triste, che rivendica l’identità cattolica ma dimentica i veri precetti cristiani di amore e rispetto per la vita.

Il progetto Parco dello Sport, che tanto incanta il sig. Masserdotti, è un’opera faraonica, non solo inutile ma dannosa, che andrà a vantaggio di speculatori edilizi, cavatori della zona, del Gruppo Faustini e del Brescia calcio. In compenso i residenti perderanno la possibilità di risanamento della zona con un ampio spazio verde e saranno costretti a vivere in un luogo ancora più inquinato di quanto già non sia; ci rimetteranno in salute e vedranno drasticamente peggiorata la qualità della loro vita. E’ folle pensare che una colata di cemento e un aumento vertiginoso del traffico veicolare possa “salvare la zona dal degrado”.

Ricordo tra l’altro che se la zona è degradata è soprattutto perché c’è chi, per decenni, si è arricchito cavando e poi riempiendo le cave esaurite, anche abusivamente, di rifiuti tossici e radioattivi.

E’ importante sapere che la normativa regionale stabilisce che ogni autorizzazione a cavare viene rilasciata previo impegno, da parte del cavatore, a sostenere gli oneri economici del riassetto ambientale, in modo da permettere il recupero delle zone degradate dall’attività estrattiva.

Ebbene, i nostri lungimiranti amministratori locali, anziché pretendere il rispetto delle norme che permetterebbero a noi cittadini di riavere il nostro territorio risanato, e a costo zero, decidono di fare un bel regalo a cavatori e speculatori edilizi trasformando la zona, destinata a parco dal vigente P.R.G., in zona edificabile.

Siamo proprio sicuri che per noi comuni cittadini sia un grande affare?

E’ proprio sicuro, sig,. Masserdotti, di non voler tentare di risolvere il suo problema di zanzare con un po’ di Autan anziché con una colata di cemento da un milione di metri quadrati?

Ricordo infine al sig. Masserdotti che se non fosse per i Comitati di cittadini della zona, da lui tanto poco apprezzati, le sue gradevoli passeggiate a piedi o in bicicletta le farebbe tra breve su una bella discarica di amianto.

Nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi non è mai una buona politica, e la recente indagine ASL sulla mortalità a San Polo dovrebbe far riflettere sia gli amministratori sia gli abitanti; per tifare allo stadio, così come per fare shopping e andare a messa, è pre-condizione irrinunciabile l’essere vivi, e magari in discreta salute.

Il Parco delle Cave è una necessità subito, per la salvaguardia del territorio e della vita di chi vi abita. Io ne sono profondamente consapevole, e farò tutto quanto posso perché venga realizzato.

Non penso che la promessa del paradiso domani, anche per chi sceglie di crederci, ci esima dal cercare di ottenere un mondo più vivibile oggi.

Lidia Bontempi


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Una risposta a “Risposta all’articolo “San Polo: quel comitato è di parte”

  1. Lo sa’ signora Lidia che e’ veramente una persona triste,e se amava tanto la natura ha scelto il quartiere piu’ cementatao della citta’

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