Problemi e soluzioni per San Polo

Lettera pubblicata dal Giornale di Brescia il 9 ottobre 2010

Sono divenuta, mio malgrado, residente nel quartiere di San Polo da pochissimo tempo e in tutta sincerità, se avessi saputo quelle notizie che da un po’ di tempo circolano sulla zona, me ne sarei astenuta con tutto il cuore.

Venerdì 1° ottobre, leggendo il suo giornale apprendo che il comitato Co.di.sa sta proponendo alternative alla Cittadella dello Sport tanto vagheggiata, puntando alla creazione di una garzaia che riqualifichi naturalisticamente tutta la zona. Onestamente di progetti su quest’area se ne sono sentiti tanti e tanti ma tra il dire e il fare…

Ho pochissima fiducia sia nell’uno che nell’altro in quanto il primo (la cittadella dello sport) è troppo vincolato all’umore della politica del momento che vede solo prospettive politiche, mentre il secondo (la garzaia) è troppo romantico perché la gente se ne interessi fattivamente.
Teniamo conto poi che in questo modo si incrementerebbero le già floride legioni di zanzare che qui hanno già il loro terreno ideale per vivere e prosperare a danno dei malcapitati residenti.
Perché questa zona deve essere sempre vista come rimasuglio cittadino, luogo buono solo per impiantarvi discariche o peggio ancora stoccaggio di amianto?

Prova ne sia il fatto che da sempre i servizi stentano a decollare, le attività produttive sono all’osso con due piccoli supermercati, una tabaccheria, sparuti bar, una farmacia e, come ciliegina sulla torta, l’abbattimento delle torri, quelle favelas legittimate dalla politica del momento, vero e proprio girone dantesco dove i molti vizi della politica si sono avvicendati, incentrati, sopraffatti superati, ma sempre tenuti in vita per soddisfare chissà quali appetiti.Non è solo mia opinione, ma se chiedi a qualcuno dove vuole vivere a San Polo od a Brescia 2, la risposta non lascerà dubbi sulle preferenze: si preferisce sempre il male minore e sicuramente San Polo non è in cima ai pensieri dei bresciani (almeno quelli che non vi abitano)

Non dobbiamo poi dimenticare il problema salute: sempre dal suo giornale apprendo con dovizia di particolari che l’Asl cittadina prosegue nelle indagini circa la reale incidenza sulla salute dei residenti dell’insalubrità della zona che ormai sta diventando quasi un binomio indissolubile tra polveri sottili, amianto e zanzare.Spero solo che i propugnatori della soluzione naturalistica siano sufficientemente preparati ad ingaggiare lotte senza quartiere tra indagini mediche, zanzare e quant’altro. Ma che importa? Tanto San Polo è sempre San Polo ma rimarrà sempre San Polo.

Lettera firmata


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