Nuovo stadio e cittadella dello sport – Ecco i motivi per i quali siamo contrari

BRESCIA:

1) prima in Lombardia per quantità di aree verdi cementificate negli ultimi anni:
non vogliamo perdere un milione di metri quadrati di area verde attualmente vincolata ad uso agricolo

2) terza città più inquinata d’Europa con PM10 costantemente al di sopra dei limiti di legge:
non è ammissibile aggiungere traffico automobilistico ed ulteriore inquinamento da PM10 visto che la zona non è servita dalla metropolitana

3) prima in Italia per decessi causati da tumore; San Polo ha valori che superano di gran lunga quelli del resto della città con una media fino a 199 volte superiore per quanto riguarda le malattie respiratorie:
distruggere una così importante area verde anzichè arricchirla e tutelarla significa attentare in maniera significativa alla salute dei cittadini

FACCIAMO IL PARCO DELLE CAVE
STOP AL CONSUMO DI SUOLO:
NO AL NUOVO STADIO
NO ALLA CITTADELLA DELLO SPORT

Eʼ un dato di fatto che una volta urbanizzato ed edificato un perimetro di suolo, questo non tornerà mai al suo stato naturale; inoltre ogni tipo di urbanizzazione diviene una testa di ponte per altri successivi interventi motivati dal fatto che ormai lʼambiente è compromesso. Lʼesperienza più o meno recente ci insegna che la natura deve essere rispettata e che in caso contrario essa si vendica nei modi e nei tempi meno prevedibili: è per questo che siamo contrari ad ogni tipo di ulteriore consumo di suolo e delle residue aree agricole.
Se questo non bastasse per convincerci ad averne rispetto dovremmo farlo almeno per tutelare la nostra salute.
Sappiamo che Brescia:
– è la terza città più inquinata dʼEuropa;
– è la prima in Italia per decessi causati da tumore (fonte: Qualità della vita 2009 “IL SOLE 24ORE”);
– è la prima in Lombardia per consumo di suolo agricolo “www.bresciaoggi.it/stories/Provincia/147046_il_consumo_di_suolo_si_mangia_ogni_giorno_tre_campi_di_calcio/”;
e nonostante ciò lo scempio è destinato a continuare per sostenere una economia malata nelle sue fondamenta che ci porta a misurare il benessere in base alla produzione di beni e non in base al soddisfacimento dei bisogni.
Ma se anche questo non fosse sufficiente proviamo a considerare le ragioni degli abitanti dei quartieri di S. Polo, Sanpolino, Buffalora ecc.
Le informazioni recentemente diffuse dallʼASL e reperibili sul relativo sito http://www.aslbrescia.it/bin/index.php?id=1892, in merito allo stato di salute di chi abita nella zona sono a dir poco allarmanti ed è inutile sostenere che devono essere ulteriormente valutate: i malati sono malati, i morti sono morti e le percentuali parlano chiaro.
Non sono previsioni o supposizioni, ma dati reali; che altro abbiamo bisogno di sapere al riguardo? se è colpa più dellʼALFA ACCIAI che della tangenziale? se è maggiormente responsabile lʼautostrada piuttosto che lʼinceneritore? Per chi ci abita una cosa sola conta: non peggiorare ulteriormente la situazione portando altro traffico, altro cemento e altro inquinamento, ma soprattutto sottraendo verde e naturalità allʼambiente circostante.
Certo, nel frattempo si possono cercare le cause ed iniziare ad eliminarle, ma prima di ogni altra cosa è necessario non aggiungerne di nuove:
STOP A QUALSIASI NUOVA FONTE DI INQUINAMENTO ED A QUALSIASI CONSUMO DI SUOLO AGRICOLO.
Non è vero che, come dice il presidente della circoscrizione est sig. Garzetti, la malattia e la morte per tumore sono il prezzo che dobbiamo pagare per il progresso!
Eʼ per questo che il progetto NUOVO STADIO E CITTADELLA DELLO SPORT insieme al POLO LOGISTICO ITALGROS rappresentano un vero e proprio attentato alla salute dei cittadini.
Perchè fare un nuovo stadio sacrificando area verde quando sarebbe suffciente ristrutturare o riedificare nello stesso posto quello esistente che tra lʼaltro è già servito dalla futura metropolitana, mentre quello nuovo sarebbe ad oltre un chilometro di distanza dalla più vicina stazione?
Perchè per realizzare a costo zero questi impianti si deve concedere allʼimpresa Faustini la possibilità di edificare nuove case, negozi, alberghi e luoghi di intrattenimento allʼinterno del parco?
Non è vero che realizzare il parco delle cave è troppo costoso: ogni cavatore in cambio dellʼautorizzazione a scavare ha stipulato una convenzione con il Comune di Brescia con la quale si impegna, una volta esaurita la concessione, a ripristinare la naturalità delle aree scavate; sarebbe sufficiente che il Comune pretendesse il rispetto dei patti ed il parco delle cave sarebbe già in buona parte realizzato.
Lʼimportante è che il Comune decida con il prossimo PGT di conservare la destinazione agricola di tutta la zona del futuro parco: lʼimpossibilità di nuove speculazioni e di nuove edificazioni costringerebbe i cavatori a mantenere i patti. Inoltre il Comune, sempre in base alle convenzioni stipulate, può acquisire le cave dismesse al prezzo dellʼ”INCOLTO PRODUTTIVO” che attualmente si aggira attorno ai 40 centesimi di Euro al metro quadrato.
Per quale motivo allora ci vengono a dire che fare il Parco non si può, che costa troppo, che è solo unʼillusione? Forse perchè gli interessi economici dei vari signori Faustini, Gaburri, Odolini ecc. ecc. contano più della salute di tutti noi?

Non farti ingannare dalle parole:
verifica i fatti , le vere intenzioni e l’ impatto più o meno favorevole sulla vita , la salute ed i reali bisogni dei cittadini!

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