Contro tutti i fascismi e autoritarismi, Contro la città-caserma: Facciamo blocchi contro tutte le nocività

La certezza che abbiamo è chiara nella decisione che ci siamo presi di voler alzare la testa fuori dalla melma.
In 10 mesi di lotte abbiamo compreso due cose: che la lotta paga e che la possibilità di bloccare tutte le nocività che incidono sul nostro territorio dipende unicamente dalla nostra volontà e dalle nostre azioni.
Abbiamo imparato, dopo 20 anni di promesse false e sterili delle giunte di qualsiasi colore sulla creazione del parco delle cave, che la realizzazione di questo polmone verde necessario alla salute degli abitanti della città dipende da noi, e da noi soltanto.
Abbiamo visto il ruolo delle forze dell’ordine, vero braccio armato dei costruttori di morte, nello sgomberare il presidio permanente a difesa del privilegio di pochi che si permettono, per il loro guadagno personale, di avvelenare la vita di tutti e di calpestarne la dignità.
Abbiamo visto il tentativo di inglobarci in commissioni fantomatiche per trasformarci in cogestori del disastro ambientale: la società del consumo ha capito che mettere in spettacolo l’ecologia è l’occasione d’oro per perpetuare la propria sopravvivenza (ad esempio l’expo 2015 che usa come immagine il rispetto ambientale).
Nel momento in cui la “sensibilità ecologica” diventa il tema di facciata di tutte le campagne elettorali e oggetto di marketing, rimaniamo in guardia nei confronti del nuovo apparato normativo che sta nascendo attorno alla paura di una catastrofe ecologica: così come la costruzione della paura del terrorismo porta un seguito di nuove leggi antisociali e liberticide, la minaccia di imminenti disastri ecologici è alla base di una fede nei confronti di nuove tecnologie e leggi che possono preservare l’umanità senza mettere in discussione il modello economico attuale. Tutti questi dispositivi normativi, nel nome di un fantomatico interesse collettivo, hanno come conseguenza un’ulteriore restrizione della libertà. Siamo contrari a questa ecologia a misura della società dei consumi e degli sprechi e contrari alla sottomissione “sostenibile” degli individui che ne deriva.
Non esistono soglie di tollerabilità per le nocività, quando i morti di tumore nei nostri quartieri testimoniano senza dubbio che non vi devono essere più nocività nelle nostre vite.
Questa è la consapevolezza per la vita che ci siamo conquistati: lottare contro un presente di morte è sempre giusto. Così stiamo imparando la bellezza dell’agire qualitativo, dell’agire secondo coscienza.
Come comitato antifascista ed antirazzista, sentiamo doveroso prendere posizione contro la volontà malsana di voler rendere questa città sempre più simile ad una caserma.
A Brescia come nel resto d’Italia, vige un vero e proprio regolamento militare che si manifesta nell’assurdo pacchetto-sicurezza: attacchi ai migranti, rastrellamenti, pulizia etnica contro le popolazioni rom, l’esercito che occuperà le nostre strade, nuove carceri, e il progetto di costruzione di un lager per migranti anche a Brescia, la videosorveglianza sempre più diffusa, il proliferare di organizzazioni clerico-reazionarie e l’impunità di cui godono i crimini dei fascisti, servi del capitale e dello stato.
L’unione fra militarizzazione del territorio e delle nostre vite e devastazioni ambientali diverrà ancora più palese nel progetto criminale di riportare l’Italia nella notte del nucleare.
Anche a Brescia non siamo esenti dalle responsabilità di questo progetto: fabbriche di morte come Italcementi a Rezzato e leviatani dell’energia come A2A sono già capofila di questa sciagura.
Esprimiamo solidarietà con gli arrestati di radio black-out a Torino, per cercare di infangare la legittimità delle lotte contro TAV e CIE, e con coloro che si sono opposti alla sfilata nazionale dei fascisti di fiamma tricolore a Rovereto, sequestrati e repressi dallo stato per le lotte contro la TAC e a favore delle rivolte dei migranti.
Continueremo a lottare, perché nella lotta c’è l’unica possibilità di crearci un futuro di libertà e di dignità.
Contro i costruttori di morte e coloro che vorrebbero irreggimentare le nostre vite, ricordiamo che non è la prima volta che Brescia insorge contro i dispotismi. I novelli marescialli Radetzky in salsa verde e i gestori di tutte le nocività sono avvertiti.
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