Volantinaggio all’ingresso della FestAcli

Nelle giornate di sabato 27 giugno (mattina) e domenica 28 giugno (sera) il comitato spontaneo contro le nocività ha garantito la propria presenza nelle immediate adiacenze della festa promossa dalle acli bresciane, che verteva quest’anno sul tema della crisi sociale ed economica e sul suo superamento (titolo: insieme oltre la crisi – per una nuova primavera sociale). Varie giornate suddivise per ambiti tematici (l’abitare, l’ambiente, il lavoro, il consumo, l’intercultura, l’economia, ecc.).

La giornata del 27 era quella dedicata all’abitare, alla vita nel quartiere, con tema centrale l’abbattimento delle torri Tintoretto e Cimabue e la deportazione (non ci sembra il vocabolo sia usato a sproposito) dei suoi abitanti in vari altri quartieri della città. Abbiamo volantinato alla torre Tintoretto, dove si teneva la gara podistica “vertical race” e in tutta la zona, fino ad arrivare alla sede della festa, dove ci siamo imbattuti nell’assessore Bianchini. Si è scatenato un intenso dibattito sulla distruzione del Parco delle Cave e abbiamo registrato una volontà politica precisa di questa giunta di andare avanti con la cementificazione in barba alla difesa del territorio bresciano e della brescianità (Bianchini è della Lega). In particolare si preferisce costruire un palazzetto dello sport per Corioni e il Brescia Calcio (oltre che capannoni industriali e una discarica di amianto), piuttosto che tutelare un’area preziosissima dal punto di vista ambientale, paesaggistico, storico e nel quale si potrebbe puntare a un recupero agricolo di colture tradizionali e architettonico delle cascine presenti, insomma una area di tutela della brescianità intesa come rapporto stretto fra territorio ed abitanti, fra tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Soprattutto in una area come quella della Circoscrizione Est, già intensamente sfruttata e dove l’inquinamento dell’aria, del terreno, delle falde è pericolosamente oltre le soglie di tollerabilità (basti pensare alle ultime notizie sull’Alfacciai e al terreno contaminato da Cesio137 – nucleare, altamente tossico – in via Cerca) e dove quindi non si può assolutamente aggiungere altre nocività, altri cantieri, altri passaggi di TIR, altro cemento o addirittura amianto. Abbiamo capito che questa volontà politica non è neppure del tutto consapevole, da parte dei vari amministratori, che in buona sostanza non sono informati dei vari passaggi tecnici, delle conseguenze immediate e prossime di scelte propagandistiche (come la cittadella di cemento per lo sport) o di bottega (vari regali a imprenditori), dell’iter legislativo di approvazione delle varianti al Piano Regolatore, del corretto utilizzo dello sportello unico per le imprese. Non sono informati. O fingono di non esserlo. Ad esempio, di fronte all’opposizione che bisogna rientrare di soldi per costruire opere per i cittadini, e dunque il solito ricatto “se volete qualche parco dovete sorbirvi speculazioni edilizie, rifiuti, discariche, nocività”, oltre a rispondere che ciò è inaccettabile su un piano etico e di sguardo concreto al futuro e non solo al profitto economico nel presente, abbiamo ricordato come nel momento stesso in cui piange miseria il Comune di Brescia prosegue nelle sue opere faraoniche, inutili, non volute dai cittadini (come la metropolitana) e pochi giorni prima addirittura acquista – oltre i prezzi di mercato –  per NOVE MILIONI DI EURO (!!!) un palazzo in pieno centro di Brescia, la ex Oviesse di corso Mameli, angolo via Formentone.

NOVE MILIONI DI EURO???

Perché? Fra l’altro al progetto iniziale di destinazione per un centro di aggregazione giovanile promesso dopo la chiusura della Biblioludoteca (detto, ridetto e rimangiato) o a un luogo di espressione culturale e rilancio del piccolo artigianato locale (detto, ridetto e rimangiato) si è sostituito quello di semplice locazione a un gruppo di ristoratori, come se fosse un ambito commerciale carente a Brescia o da tutelare!

Bianchini ha detto di non essere al corrente di questo acquisto. E se fosse vero (ma ci sembra strano) getterebbe un velo sulle attività di questa Giunta e su questo affare che ha portato nelle casse della Sifra srl 9 milioni di euro in un colpo solo. In ogni caso smentisce clamorosamente la necessità di battere cassa da progetti devastanti per garantire le attività del Comune.

La giornata del 28 invece era dedicata all’ambiente e abbiamo informato le persone che arrivavano alla festa con un grande striscione posto proprio di fronte all’ingresso e un volantinaggio di alcune ore con vari momenti di scambio e di discussione con gli abitanti del quartiere, tutti molto interessati alla questione ambientale e al futuro del Parco delle Cave, oltre che alle altre nocività della zona (Alfacciai in testa che tutti seguono con interesse e molta rabbia, ma anche il progetto di centro direzionale al posto delle torri Tintoretto e Cimabue di cui alcuni non erano informati).

Abbiamo anche ricordato le nostre prossime iniziative, fra cui quella del 4 luglio nel Parco Peppino Impastato, in via Arici, a San Polo. E la volontà chiara e netta di non permettere e di contrastare su un piano teorico e pratico lo scempio del territorio bresciano grazie al contributo di tutte le persone che vorranno partecipare alle assemblee aperte e agli incontri e le iniziative di cui di volta in volta il comitato spontaneo contro le nocività di Brescia si farà promotore.

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