Banchetto informativo a Virle

Il comitato spontaneo contro le nocività è stato presente nell’ambito del campeggio contro le nocività organizzato nella Valle di Virle, vicino all’Italcementi, dagli Antifa Paesà Rezzato nella serata di sabato 28 giugno.

Abbiamo informato riguardo le nocività già presenti sul territorio e su quelle in progetto, per uno sguardo d’insieme che vada oltre i limiti del singolo comune, provincia, regione, ma segua tutte le connessioni di chi queste nocività produce e promuove.

Speriamo in uno scambio proficuo teorico e pratico con tutte le realtà che  si battono contro la devastazione ambientale, vicine e lontane. In questa amicizia e solidarietà, in questo mutuo soccorso, metteremo molte delle nostre energie.

Di seguito un breve articolo di approfondimento che abbiamo scritto sull’Italcementi e sul progetto di ampliamento proposto dalla multinazionale e rigettato dagli abitanti della zona, smascherando aperture da parte di certi vecchi e nuovi amministratori che amano stare col piede in due scarpe.

Italcementi

Superficie: 20 ettari, fra i comuni di Rezzato e Mazzano
Numero di abitanti nelle immediate vicinanze dello stabilimento: circa 25.000.
Altre nocività dell’area: industrie altamente tossiche, centri commerciali, terziario avanzato.
Infrastrutture e vie di traffico: tangenziale Brescia-Rezzato-Salò, tangenziale Rezzato-Ponte S.Marco-Desenzano, autostrada A4
Milano-Venezia, strada provinciale 116 Virle-Villanuova (6.000.000 di veicoli all’anno), e altre arterie locali intensamente
trafficate.

Attività Italcementi:

Sfruttamento intensivo, da mezzo secolo, dei giacimenti di carbonato di calcio del Monte Marguzzo. Due linee di produzione, una
per il cemento grigio da 800.000 t/anno ed una per quello bianco da 200.000 t/anno. 2.300 e 800 tonnellate al giorno.
Attività considerata come INSALUBRE DI PRIMA CLASSE dall’art.216 del DM 05/09/1994.
Attività altamente energivora (per ogni kg di clincker sono necessarie 970 kcal).
Emissioni di CO2 dello stabilimento di Rezzato-Mazzano: fra 850.000 e 900.000 t/a
Materiale utilizzato come combustibile (oltre ai combustibili fossili tradizionali): copertoni, solventi, olii esausti, pet-koc, farine
animali. In fase di sperimentazione l’utilizzo di rifiuti provenienti dalle discariche grazie ad agevolazioni che permettono alle
cementerie emissioni inquinanti superiori a quelle degli inceneritori.
Materiali inglobati nel cemento: ceneri pericolose risultanti dalla combustione dei rifiuti, unitamente a terre di fonderia, ceneri da
centrali a carbone, polveri da filtri elettrostatici, ecc., senza che vi sia per questi rifiuti pericolosi la necessità di smaltirle in
discariche speciali. Le nostre case divengono deposito di ogni sorta di nocività, con prevedibili danni per la salute.
Fasi esterne all’impianto altamente impattanti:
 sparo delle mine ed escavazione del calcare (1.000.000 mc./a dal Monte Marguzzo);
 frantumazione del materiale cavato mediante enormi frantoi e mulini, rumorosità oltre i limiti diurna e notturna in tutta la
zona;
 trasporto pesante: circa 70.000 veicoli all’anno;
 approvvigionamento idrico per alimentare il processo: la cementeria consuma quasi 700.000 mc. di acqua all’anno e buona
parte viene riversata nell’adiacente Naviglio Grande.

Progetto di ampliamento Italcementi:

Nel 2005 l’azienda presenta alla Regione Lombardia uno Studio di impatto ambientale (SIA) per richiedere il potenziamento della
produzione di cemento grigio da 2300 a 4000 tonnellate al giorno.
Nel 2006 vengono commissionate indagini da comitati e dalle amministrazioni locali. Dai nuovi studi risulta quanto segue:
La Italcementi sviluppa il 70% dell’inquinamento totale della zona, per essere sostenibile non dovrebbe superare l’1%.
Ma bisogna precisare che il dato non tiene conto delle attività esterne e collaterali ma solo di quelle interne all’azienda, quindi è in
difetto di vari punti percentuali, e per ragioni di costo non sono stati analizzati i livelli di metalli pesanti quali Arsenico, Cadmio,
Cromo, Rame, Piombo, Mercurio, Nichel e diossine, tutte sostanze che hanno a che fare con la produzione di cemento.
La qualità dell’aria nel territorio appare sicuramente compromessa, addirittura da sconsigliare attività all’aperto in alcuni periodi
dell’anno.
 sono molto elevati i valori di Polveri e di Ossidi d’azoto, sia in estate sia, in misura molto più evidente, in inverno;
 l’ozono, ancorché non misurato nel periodo di maggior concentrazione attesa (maggio-luglio), è risultato molto elevato in
periodo estivo;
 gli idrocarburi sono a livelli significativi;
 benzene e composti simili sono elevati;
 le concentrazioni dei vari inquinanti aumentano significativamente in periodo invernale, sia in ragione della presenza degli
impianti termici, sia in ragione dell’instaurarsi di regimi meteorologici in grado di concentrare gli inquinanti al suolo;
 i valori di ossidi d’azoto e polveri sono in genere più elevati a Rezzato della media provinciale (PM10 spesso al secondo
posto in Lombardia);
 l’accumulo di metalli nelle foglie ha mostrato una correlazione statisticamente significativa con la distanza dalla cementeria,
per gli ossidi di alluminio e ferro che sono tra i costituenti del cemento.
Il progetto d’ampliamento proposto dalla soc. Italcementi nel 2005, prevede 2 ipotesi:
PRIMA IPOTESI: estensione della superficie di 200.000 mq attualmente occupata, a sud del naviglio grande e della pista
ciclabile che lo delimita.
In questa ipotesi si avrebbe un consumo di territorio agricolo di pregio di ulteriori 100.000 mq. Sia il Naviglio Grande che la pista
ciclabile verrebbero inglobati dentro la cementeria.
SECONDA IPOTESI: potenziamento dell’impianto all’interno dell’attuale area industriale, ma con la garanzia di via libera al
raggiungimento delle 4.000 t al giorno di cemento grigio come sollecitato dall’azienda.
Contro lo SIA relativo alle due proposte si sono espresse convintamente le Amministrazioni Comunali di Rezzato e Mazzano su
cui ricade l’insediamento, tutti i comuni circostanti (Nuvolera , Nuvolento, Paitone, Botticino, Prevalle, Serle, Castenedolo), la
provincia di Brescia, ed il Coordinamento dei comitati ambientali di Brescia Est che riunisce i comitati di tutti i comuni sopra
citati.
La Regione Lombardia è costretta a rinviare lo SIA all’Italcementi richiedendo maggiori approfondimenti e una nuova analisi
dell’impatto ambientale.
Italcementi nell’ottobre 2006 propone una TERZA IPOTESI ancora più devastante e delirante, confidando nella stupidità,
nell’assuefazione alle comodità e nella passività dell’uomo medio:
 spostare il Naviglio Grande e la Pista Ciclabile più a sud, per evitare che vengano inglobati nella ampliata cementeria!
 lasciare inalterate le richieste precedenti d’ampliamento dell’area e potenziamento della produzione di cemento grigio
nonostante l’impatto!
 installare un sistema di cogenerazione di energia elettrica e calore, quest’ultimo, da distribuire sotto forma di
teleriscaldamento nei comuni di Rezzato e Mazzano assieme all’ASM, ora A2A!!!
Per la prima volta si avrebbe un ECOMOSTRO che concentra in un solo impianto una cementeria, un inceneritore, una centrale
elettrica ed una centrale termica con effetti devastanti per l’ambiente e per la salute… in cambio di un po’ di calduccio in più in
inverno (da pagare anche quello)?!?
Fino al 2007 tutti erano d’accordo con le idee promosse dai comitati (amministrazioni comprese), poi qualcosa è cambiato…

Alcune dichiarazioni del Sindaco Elisetti (Sindaco di Mazzano fino al 6 giugno scorso)

Italcementi, vicino un ragionevole accordo
26/03/2009
Italcementi in cima ai pensieri dei mazzanesi, secondo le testimonianze raccolte dal camper di Bresciaoggi e Brescia Punto Tv.
Sindaco Elisetti, ascoltando i suoi concittadini emerge un problema molto sentito, il previsto ampliamento dell’Italcementi ha
fatto nascere più di un mugugno tra la popolazione….
«E questo è ovvio, il concetto che però mi preme di far arrivare ai mazzanesi è che il discorso Italcementi non va affrontato
trincerandosi dietro un rifiuto senza condizioni dell’ampliamento. Si tratta di una questione molto delicata, e bisogna partire
dal presupposto che il Comune da solo non può arrivare a nessuna soluzione».
«Occorre agire di concerto con la Provincia e la Regione, oltre ovviamente al Comune di Rezzato. Innanzitutto bisogna
cominciare – insiste Luigi Elisetti – da un dato di fatto incontrovertibile: gli impianti non si possono trasferire, sembra un’ovvietà
ma non lo è, e il motivo è semplice, manca la possibilità di ricreare altrove le condizioni che alla fine degli anni Cinquanta hanno
fatto sì che proprio lì venisse costruito il complesso, e cioè lo spazio e le materie prime. Inoltre non dobbiamo sottovalutare un
aspetto fondamentale come quello dei trasporti, sia delle materie prime che del prodotto finito. Mi rendo conto che il problema è
di quelli difficili da affrontare, considerato anche il fatto che la presenza di un colosso del genere in un’area che oramai è
diventata la cintura urbana del capoluogo ha un che di anacronistico».
Come pensate allora di risolvere il problema?
«Insieme al Comune di Rezzato, a Provincia e Regione abbiamo approntato un protocollo di linee guida per raggiungere un
accordo con l’azienda, e anche se dobbiamo ancora ratificarlo definitivamente posso già dire che l’Italcementi sta collaborando.
È una soluzione di compromesso, ma ragionando è la migliore scelta».
Un aspetto positivo è invece il buon successo che sta avendo la raccolta differenziata porta a porta.
«Sì, e sono io il primo ad esserne sorpreso, all’inizio pensavo che potesse essere nocivo soprattutto in termini di velocità di
smaltimento, poi però ho dovuto ricredermi, questo strumento è un’ottima scuola di educazione civica, laddove nei normali
cassonetti ormai troviamo di tutto. D’altronde le famiglie non hanno più lo spazio sufficiente per smaltire i rifiuti che si formano
in una casa». E la protesta contro l’urbanizzazione a detta di alcuni scriteriata che il Comune sta portando avanti? «Guardi, la
cosa che più mi riempie di orgoglio di tutti questi anni da amministratore comunale è l’acquisto di 150.000 metri quadrati di
territorio sul monte di Mazzano, per la casa degli alpini e gli annessi percorsi ambientali. L’azione di potenziamento delle piste
ciclabili dovrebbe essere indicativa dell’attenzione che questa amministrazione sta mettendo nella gestione del verde pubblico…
In sintesi: pigliatevi qualche bidone e qualche pista ciclabile e lasciateci fare l’ampliamento dell’Italcementi…

Ma i comitati continuano a dire il loro NO.

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