500.000 mq di capannoni in via Dalmazia!

Non contento di tutti gli stravolgimenti all’ossatura della città già in cantiere fra città e hinterland, il sindaco Paroli e la sua Giunta si lanciano in un nuovo piano per l’area di via Dalmazia/via Orzinuovi (guarda la mappa). Al progetto di polo logistico Italgros, alla discarica di AMIANTO all’interno del Parco delle Cave, all’abbattimento delle torri Tintoretto e Cimabue di San Polo (con la finta motivazione del riassetto sociale) e alla costruzione al loro posto di ancor più grandi e impattanti torri non più residenziali ma direzionali (altro regalo agli industriali), alla costruzione di nuove torri in varie altre zone della città (addirittura 4 nel solo quartiere di Sanpolino) per ‘trasportare’ le famiglie a cui verrà abbattuta la casa, ai piani per una nuova cittadella di cemento per lo sport che si avvicina sempre più ai centri abitati, ai lavori di ampliamento della tangenziale sud e della ovest, ai cantieri per la metropolitana (per la quale, ricordiamo, i cittadini di Brescia avevano votato CONTRO in un referendum totalmente disatteso dalla precedente maggioranza, giocando la carta del quorum non raggiunto benché l’indicazione della volontà popolare fosse chiara), a tutte le varianti previste al piano regolatore, si aggiunge quindi il progetto di una nuova, enorme, distesa di capannoni industriali – per una superficie totale di 500.000 metri quadri – inserita all’interno della città.

Per una città come Brescia, che supera spesso Milano quanto a smog, invece che risolvere la questione più urgente, che è proprio quella dell’inquinamento e dello sfruttamento oltre ogni limite, e dar corso alle promesse elettorali riguardo una maggiore tutela della salute e dell’ambiente, si insiste e si accelera su nuovi progetti che renderanno ancora più irrespirabile l’aria e invivibile la vita degli abitanti di questa città. Ricordiamo che un polo logistico significa per tutta la durata dei lavori e poi per sempre un traffico di autotreni congestionato, anche se dai proponenti l’affare si riesce a dire che “non avrà effetti sulla viabilità ‘normale'”…

Gli industriali dell’AIB ricevono quest’altro regalo da parte dell’amministrazione Paroli, ma per gli abitanti di Brescia è solo un danno ambientale, sociale, economico. DICIOTTO MILIONI DI EURO per i primi passi di questo progetto, 5 milioni arriveranno dalla Provincia (Cavalli e, dopo l’insediamento, Molgora) e 9 dalla Regione (Formigoni), denaro pubblico che potrebbe essere speso altrimenti.

In barba al riassetto previsto dal piano regolatore vigente (che prevedeva lo sviluppo di nuove aree verdi che fungessero da filtro al disastroso impatto ambientale creato dalle industrie cittadine) si viene a sapere che il primo comparto a beneficiare di questa opera faraonica sarà quello siderurgico. Dunque sebbene gli abitanti della città chiedano la migrazione fuori dai centri abitati di questo tipo di industrie nocive, esse vengono sostanzialmente integrate e ingrandite con i soldi di chi ne sta chiedendo l’allontanamento, la riduzione dell’impatto ambientale, i controlli delle limitazioni da parte dell’amministrazione.

Di seguito l’articolo trovato all’indirizzo

http://quibrescia.it/index.php?/content/view/12528/5/

Città Intermodale: rinasce la “Piccola”
martedì 26 maggio 2009

(e.reg.) Un ponte sopraelevato sulla tangenziale ovest collegherà il sistema autostradale allo scalo ferroviario “Piccola velocità” di via Dalmazia. Il futuro economico di Brescia quindi guarda alla logistica intermodale: a un sistema cioè che prevede opere interne allo scalo già esistente (ma inutilizzato), oltre alla realizzazione di interventi di riorganizzazione della viabilità esterna cittadina. Il tutto senza incidere sulla viabilità “normale”.
Sono questi alcuni degli elementi contenuti nel nuovo accordo operativo stipulato tra regione Lombardia, Provincia e Comune di Brescia, la società Fs logistica Spa e l’Aib. Un documento sottoscritto martedì mattina a palazzo Broletto. “Unico assente, ma giustificato, l’assessore regionale Cattaneo che sottoscriverà il documento in un secondo tempo”, ha precisato il presidente della Provincia, Alberto Cavalli.
Diciotto milioni di euro l’investimento complessivo per la creazione di un “hub” intermodale treno-gomma con la riqualifica e la gestione della piattaforma logistica merci di via Dalmazia: una struttura che coprirà un’area di 500 mila metri quadrati. L’ente Provincia investirà 5 milioni di euro. Dal Pirellone, entro la fine anno e con apposito bando regionale, arriverranno altri 9 milioni di euro, mentre il resto verrà “assegnato dalle altre realtà o in forma diretta oppure attraverso loro società”.
“Questo accordo operativo consentirà l’avvio a progetti e lavori per garantire un collegamento diretto con il sistema autostradale di primo livello che decongestionerà la viabilità sulle strade principali e razionalizzerà la movimentazione merci”, ha commentato l’assessore provinciale Valerio Prignachi.
Soddisfatti i vertici di Aib, rappresentati da Alberta Marniga, che ha spiegato come da un prima fase di intermodalità destinata al settore siderurgico si passerà poi ad un utilizzo a tutto tondo rispetto alle produzioni industriali di tutti i comparti.
L’assessore cittadino Paola Vilardi invece ha ricordato come le strutture inutilizzate che caratterizzano l’area (ex Oddino Pietra e dintorni) potranno essere rivalutate sul piano immobiliare se trasformate in luoghi di stoccaggio e deposito merci. Sul piano temporale da palazzo Broletto fanno sapere che saranno tre gli step che contraddistingueranno le fasi di lavoro: entro il 2010 il primo, entro il 2012 gli altri due.

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